Il Monte Damota è una delle cime dell’Etiopia. Sorge accanto alla città di Soddo, nella regione del Wolayta.

Proprio lì, a circa 3.000 metri, esisteva una scuola che non era mai stata  completata dal Governo centrale per mancanza di fondi. Nessuna pavimentazione; non c’erano banchi, lavagne né materiale didattico. Da quella scuola dipendeva il diritto all’istruzione di 800 bambini e bambine dei villaggi circostanti.

Quando l’Associazione Villaggio dei Ragazzi Sorridenti condivise questa difficile situazione, per cui il missionario pesarese Abba Marcello aveva da tempo iniziato a mobilitarsi, capimmo che anche la Fondazione Wanda Di Ferdinando doveva fare la sua parte.

Ci trovavamo alla fine del 2020, un anno terribile per l’emergenza sanitaria che aveva coinvolto tutti, scardinato certezze e abitudini. Avevamo ascoltato e partecipato alla vita della città di Pesaro, ai tanti bisogni emersi, alle problematiche riportate dalle cooperative, dalle organizzazioni, dagli operatori e operatrici sociali, dalla voce degli insegnanti. Sapevamo quanto c’era da fare.

Eppure quegli 800 bambini e bambine distantissimi, a 3.000 metri su un monte lontano, rappresentarono sin da subito un richiamo urgente.  Una sorta di richiamo alla speranza che trasformammo in una donazione.

Avanziamo ben consapevoli che in Italia i minori che vivono in povertà assoluta sono oltre 1 un milione 137 mila*, un numero destinato a crescere per gli effetti socio-economici della pandemia da Covid-19. E che nel mondo circa 258 milioni* di bambini, bambine e adolescenti si trovano esclusi dal sistema, sia perché non vi hanno accesso, sia per abbandono scolastico.

E allora la speranza, in questa complessità a volte disarmante, ha bisogno di trovare anche delle parole semplici.

Banchi, lavagne e materiale didattico diventano, ad esempio, speranza.

Sul Monte Damota, a 3.000 metri, adesso sappiamo che si può sperare un pochino di più. Una cosa piccola e, allo stesso tempo, sconfinata.

Da queste considerazioni, nella ricerca di una missione viva, vorremmo ripartire per il 2021.

 

* dato del 2019 tratto dall’XI Atlante dell’Infanzia a rischio, “Con gli occhi delle bambine” (Save The Children, 2020);

** dato del 2018 dell’Istituto di statistica dell’UNESCO (UIS). Di questi 258 milioni di bambini e bambine esclusi:, 59 milioni sono esclusi dalla scuola primaria, 62 milioni dalla secondaria inferiore e 138 milioni dalla secondaria superiore, di cui la maggioranza viene rilevata nell’Africa subsahariana con 13, 28 e 37 milioni di bambini, bambine e adolescenti esclusi, e nell’Asia meridionale con 13, 17 e 64 milioni.